LETTERA APERTA ALL’ONOREVOLE DI BATTISTI M5S SU ALCUNE DICHIARAZIONI FATTE

LETTERA APERTA ALL’ON. ALESSANDRO DI BATTISTA

SU ALCUNE SUE AFFERMAZIONI.

 

«Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell’era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella – scrive Di Battista-. È triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche non violente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto ne giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un’azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno».

 

Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle

 

 

Egr. On. Di Battista, le scrivo questa lettera aperta perché volevo comunicarle il mio pensiero d’Italiano Cattolico credente riguardo ad un suo pensiero e ad alcune considerazioni fatte sul movimento a cui lei appartiene.

Infatti, credo che il più delle volte, voi del Movimento 5 stelle vi muoviate sull’onda di un modo di vedere e di sentire, riguardo alla politica italiana ed internazionale, come se tutti stessimo seduti in un’aula per conferenze e stessimo discutendo di cose che non avvengono nella realtà, cose che non ci riguardano, cose lontane di cui semplicemente parlare e disquisire.

Certamente siete in buona fede e cercate senz’altro di fare del vostro meglio, non lo metto in dubbio.

Nella vostra ricerca di soluzioni singolari, accattivanti e solitarie dimenticate l’urgenza, la sofferenza, il disagio ed infine lo sfascio a cui certe vostre posizioni portano.

Tutti e, penso, nessuno escluso vorremmo un’Italia migliore, un parlamento migliore, ma soprattutto dei parlamentari migliori.

Vorremmo un governo capace di portare cambiamenti significativi in favore dei giovani, dei bambini, degli anziani.

Vorremmo che il governo cercasse di migliorare la vita, di dare spazio ai giovani, di dar vita a nuovi posti di lavoro, di far giocare all’Italia un ruolo diverso nell’Europa, nel mondo.

Per far questo occorre sporcarsi le mani, scendere nell’agone politico, coinvolgersi, darsi da fare operare scelte a volte impopolari ma necessarie, essere disposti a sbagliare e pagare per i propri errori.

Questo non vuol dire essere come gli altri, semplicemente cercare di fare del nostro meglio per uscire tutti insieme dalla crisi.

Cose che mi sembra voi non facciate, chiudete al dialogo e non volete soluzioni condivise, se c’è una cosa che irrita enormemente almeno me è quella di avere di fronte persone che pensano di possedere tutta la verità.

Forse l’umiltà pagherebbe di più.

Se questo è vero per la politica, quando si parla di terrorismo le cose cambiano.

Non si possono avere opinioni raffazionate ed inconcludenti formulando idee che poco anno di concreto e reale e molto invece contengono di demagogia, molto pericolosa quando si parla di terrorismo.

Terrorismo cosa ben diversa dalla lotta per la libertà, dalla lotta per i propri diritti, dalla lotta per scrollarsi dalle spalle il giogo pesante di chi vorrebbe schiavizzare i popoli.

Il terrorismo non è una forma di lotta è sopraffazione.

Il terrorismo non combatte contro eserciti o forze regolari, semplicemente uccide innocenti che nulla hanno a che vedere con la situazione da cui i terroristi vorrebbero liberarsi.

Il terrorismo si nutre di paura, terrore, ingiustizia, atrocità.

Il terrorista per definizione è colui che vuole portare avanti un clima di terrore per assoggettare, controllare, distruggere la libertà altrui.

Il terrorista non si ferma davanti a niente, bambini, vecchi, disabili, donne tutti sono obiettivi da distruggere, da macellare, da disprezzare.

I terroristi negano l’essenza stessa dell’uomo, il suo diritto alla vita ad avere una opinione ad essere diversi.

Il terrorista può avere alle spalle ogni sorta di motivazione per compiere i suoi gesti, ma nessuna motivazione è valida, giusta, accettabile o capace di giustificare le stragi che il terrorista compie.

l’ISIS dopo aver ucciso donne e bambini inermi per il semplice fatto che sono cristiani, non ha e non può avere nessuna qualsivoglia giustificazione.

Egli non può essere elevato al rango d’interlocutore perché è come interloquire con un essere che sul tavolo delle trattative pone le teste dei bambini e delle donne che ha ucciso.

Inoltre le chiedo che cosa significa l’espressione che lei usa  “totale squilibrio degli armamenti?”

Lei lo riferisce e lo mette in relazione ai droni?

Cioè ISIS non ha armi moderne come gli Stati Uniti d’America per cui diventano giustificate le proprie azioni di terrore perché non sa come difendersi dai droni?

Siamo veramente, mi scusi, a dichiarazioni senza senso, parole gettate tanto per dire qualcosa, condite con le solite frasi oscure in politichese “Questo è un punto complesso, ma decisivo” come a dire che ci sono situazioni che non si possono spiegare a voi cittadini ma fidatevi del nostro giudizio?

Io non mi fido, anzi le dico che diffido di chi fa certi discorsi che denunciano una carenza profonda d’umanità e di compassione oltre che ad una mancanza di conoscenza e giustizia profonda.

Ma non ode, Onorevole, il grido di chi soffre ingiustamente e non pensa che sia suo dovere fare tutto il suo possibile affinché tale grido cessi e venga finalmente resa giustizia a tutti quei bambini, alle loro mamme ai loro padri ai loro nonni?

Ma i bambini e le donne sepolte vive, o decapitate, o crocifisse quale armamento avevano?

Erano anche loro in totale squilibrio nei confronti dei loro carnefici.

Oppure era giusto così?

Quindi secondo il suo ragionamento i parenti di queste vittime se si imbottissero di dinamite e si facessero saltare in una via di Londra, di New York, di Roma o Parigi, avrebbero le loro ragioni, dovrebbero essere innalzati ad interlocutori credibili e qualificati per un colloquio di pace?

Io credo proprio di no.

Il mio senso profondo d’Italiano e cristiano si ribella.

Da cristiano quale sono mi sento profondamente indignato dalle sue dichiarazioni, da Italiano mi sento offeso che lei sieda in parlamento.

Non si dialoga con i terroristi.

Certo si cercano di eliminare le cause che determinano la nascita del terrorismo, ma quando ci troviamo di fronte a filosofie che hanno come principio la negazione della libertà religiosa, la conversione forzata, la sharia come legge che deve regolare i rapporti tra gli individui nella società, quando hanno come obiettivo la diffusione di una ideologia di morte da propagandare nel mondo; credo sia doveroso ed imperativo intervenire con la forza necessaria a determinare prima di tutto una cessazione delle uccisioni di massa, poi, si può e si deve dialogare a patto che costoro cessino immediatamente di sostenere un’ideologia che vuole il mondo sottomesso  al loro modo di concepire la vita.

Per dialogare bisogna essere almeno disposti a partire da un punto comune necessario, quello che ogni vita debba essere rispettata e tutelata anche e soprattutto se ha idee diverse dalle nostre.

Il minimo da esigere da costoro che guidano il Califfato deve essere il rispetto della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, senza questo rispetto diventa impossibile poter intavolare una discussione.

Inoltre perché non pretendere da costoro la liberazione delle donne e i bambini rapiti restituendoli alle loro famiglie?

Fatto questo forse si può intavolare un dialogo.

 

Inoltre Onorevole le chiedo due cose;

la prima è che lei dovrebbe spiegarmi perché quando si perseguitano persone di altre confessioni religiose tutti si sollevano in difesa del diritto e della giustizia e quando invece si parla dei cristiani ed in particolare di cattolici, subito si fanno orecchie da mercanti e si sollevano eccezioni, quasi che i cattolici fossero di una “razza” diversa da quella umana, per cui si possono, uccidere crocifiggere e fargli tutto ciò che ci pare in barba al diritto ed alla giustizia.

 

Secondo la pregherei di farsi portavoce presso i suoi colleghi, facendo notare a tutti i parlamentari  che è veramente scandaloso per un cittadino vedere le risse, le offese, i furbi che votano per gli assenti, il non rispetto verso i propri colleghi che appartengono a schieramenti diversi.

Visto il vostro stipendio, che paghiamo noi, visto il ruolo che rivestite volontariamente perché non ve lo ha ordinato il “dottore” credo sia indecente ed indegno questo vostro comportamento, ovviamente la mia critica non è rivolta a lei, ma chiedo a lei di farla presente a tutti perché voi siete il parlamento italiano e noi non ci sentiamo più, almeno io, rappresentati da gente di questa fatta.

 

Claudio Raspollini

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