Claudio

 

Biografia.

Claudio Raspollini è nato a Sovigliana di Vinci il 9 aprile 1954; diplomato come Geometra nel 1977 presso I.T.G. Gaetano Salvemini di Firenze. Per assecondare la sua passione per la fede, condivisa con la moglie Anna, ha intrapreso il cammino nella Comunità diaconale fiorentina, è stato ordinato diacono permanente nel 1990. Dal 1993 il Vescovo lo ha inviato a svolgere il suo servizio diaconale presso la Chiesa di San Zanobi a Casignano, una piccola comunità senza presbitero sulle colline di Scandicci Firenze, dove risiede con la moglie e i suoi due figli. Animato dal desiderio di lavorare ed essere a contatto con i giovani ha intrapreso successivamente gli studi teologici conseguendo nel 1990 il Magistero in Scienze religiose ad indirizzo pedagogico didattico presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Beato Ippolito Galantini” di Firenze.

Dal 1987 Insegna religione al Liceo Artistico Statale “Leon Battista Alberti” di Firenze e presso I.S.I.S.T.L. Rusell Newton di Scandicci. Fin da giovane ha coltivato la passione per la poesia e il racconto, meditando sul mistero dell’uomo e della vita, per i suoi figli ha scritto da sempre fiabe e racconti brevi, cercando di cogliere in maniera originale il senso dello stare insieme in famiglia e della convivenza pacifica tra culture diverse.Ne fu un esempio il progetto Sarajevo che realizzò quando dal 1999 al 2004 è stato Assessore alla Pubblica Istruzione ed ai servizi socio sanitari del Comune di Scandicci nella seconda legislatura del Sindaco Giovanni Doddoli. Il progetto Sarajevo vide il coinvolgimento delle tre etnie (Cattolica; ortodossa e Islamica) presenti a Sarajevo, coinvolgendole nel costruire un percorso didattico-educativo che vide l’inserimento presso le scuole di Scandicci e l’ospitalità nelle famiglie di 100 bambini di Sarajevo per costruire percorsi di pace di dialogo e d’integrazione. Come scrittore, ha pubblicato la raccolta di poesie “Umanità” edito dalla Lalli Editore Poggibonsi, nel giugno 1990 , il romanzo “La leggenda del cavalier Gherardo” edito da Cultura Nuova Editrice Firenze nel novembre 1990 e il racconto “San Zanobi, una storia di strada” , che narra in maniera semplice la vita di Zanobi Patrono di Scandicci e della diocesi di Firenze, edito dal Centrolibro di Scandicci nel 1998. Nel novembre del 2011 con il Gruppo Albatros il filo, ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “I giardini del silenzio”.

2 risposte a Claudio

  1. Lorenzo Tossani scrive:

    Claudio
    Ho letto prima in modo frettoloso e poi riletto con più calma e attenzione il tuo libro “Lo sguardo del cuore” Ne sono rimasto piacevolmente sorpreso da come hai saputo trascrivere nel tuo romanzo quello che hai appreso e che la tua sensibilità ha colto nel leggere gli scritti di Don Giulio Facibeni. In modo particolare le vicende che narri di alcuni sacerdoti è una problematica oggi più che mai attuale cioè quella del loro “celibato” inteso nel senso di non essere sposati. Questo impedimento che non esiste da sempre nella chiesa cattolica di rito latino è senzaltro un tema su cui anche Papa Francesco si è espresso con tutte le cautele del caso dicendo….. “Il celibato non è un dogma di fede ma una regola di vita …c’è sempre una porta aperta”. Claudio quando pensi che i tempi siano maturi per questa scelta da parte della chiesa?
    Ti saluto e colgo l’occasione per farti ancora i complimenti per questo tuo libro
    Lorenzo

    • aquilabianca scrive:

      Caro Lorenzo, mi fa piacere che il mio libro ti sia piaciuto. Non è stato facile scriverlo, ho cercato di mettere dentro tutto quello che sono e penso, come tu hai ben sottolineato.
      Il tempo del sacerdozio agli uomini sposati è adesso, come del resto lo è sempre stato. Forse abbiamo pensato come chiesa che la salvezza della chiesa stessa dipendesse da noi e non come dice Gesù nel vangelo, da Lui. Ci siamo smarriti pensando che tutto dipende da noi mentre tutto dipende da Lui. Forse l’umiltà dovrebbe essere la chiave di lettura del nostro tempo. Un tempo troppo ricco di denaro e poco d’umanità. Senza l’umanità di cui siamo fatti non si può costruire niente. Non a caso Dio si è dovuto incarnare in un bambino Gesù di Nazareth, questo la dice lunga su ciò che viene prima.
      Ciao a presto.

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