Viviamo in una società Liquida

Viviamo in una società definita “liquida”, senza punti di riferimento, senza punti a cui appoggiarsi, senza fari che illuminano questa notte infinita piena di buio senza sogni.
Come pretendere che le cose cambino, che ci sia un barlume di speranza, che si possa intravedere la luce in fondo al tunnel se non abbiamo il coraggio di ascoltarci?
Dobbiamo riprendere in mano la nostra esistenza e non buttarla via, dobbiamo avere il coraggio di sollevare lo sguardo da terra e riscoprire ciò che conta, ciò che vale.
Non voglio con questi discorsi insegnare agli altri ho tanto da imparare io per primo.
Ciò che conta non è tanto stare a guardare, rimanere in silenzio.
Credo si debba trovare il modo di parlare di nuovo, di esprimere il nostro pensiero cercando di costruire.
Troppe sono le chiacchiere; amiamo il silenzio!
Troppe sono le cattiverie che distruggono; costruiamo!
Nella politica, come nella Chiesa, nei circoli culturali, imperversano i discorsi da Bar.
Nei social troppo spesso si lanciano offese e si scrivono parole di rabbia e collera, oppure, proclami di libertà frase fatte e aforismi senza senso se poi non li viviamo nella nostra vita.
Diventa virale il vuoto, il nulla, la rabbia, la violenza.
Abbiamo sete ma non sappiamo più distinguere l’acqua dalla sabbia e ci riempiamo la bocca di vuote parole.
Le parole si devono pronunciare con pacatezza e attenzione, esse hanno la capacità di creare, di far vivere e uccidere per questo sono importanti e vanno pronunciate con sacra riverenza non gettate al vento o rivestite di menzogna.
Se vogliamo pronunciarle prima di tutto rivolgiamoci a Colui che è la Parola.

…Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Se davvero considerassimo il fatto che la Parola di Dio funziona esattamente come dice Isaia, allora staremmo più attenti nel parlare a vuoto, nell’offenderLo.
Dio ha parlato all’Uomo tramite Gesù.
poveri sciocchi e ciechi che siamo, incapaci di saziare il nostro cuore, le nostre voglie, le nostre brame per entrare nudi nel regno dei morti, quei morti che non vedono la luce non perché preda del nulla ma semplicemente residenti all’Inferno.
Allora…

«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.» (Is 55,1 e ss.)

Questo è il vero cibo, la società liquida fatta di sabbia la lascio ad altri, non toglie l’arsura e la sete, soffoca ogni slancio.

Claudio