Cercare se stessi cercare Dio

CERCARE SE STESSI; CERCARE DIO.

Non so se ci avete mai fatto caso; nella Bibbia ci sono passi che sembra siano stati scritti per il mondo di oggi, quello che segue è uno di questi.

SALMO 119
Con tutto il mio cuore ti cerco:
non lasciarmi deviare dai tuoi comandi.

11 Ripongo nel cuore la tua promessa
per non peccare contro di te.

12 Benedetto sei tu, Signore:
insegnami i tuoi decreti.

13 Con le mie labbra ho raccontato
tutti i giudizi della tua bocca.

14 Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,
più che in tutte le ricchezze.

15 Voglio meditare i tuoi precetti,
considerare le tue vie.

16 Nei tuoi decreti è la mia delizia,
non dimenticherò la tua parola.

E’ proprio in controtendenza rispetto a quello che noi pensiamo e desideriamo.
Noi che siamo alla ricerca “disperata” della soddisfazione del nostro ego, delle nostre voglie, per noi che mettiamo al primo posto, la salute, la ricchezza, le donne/uomini; per noi che leggiamo tutto quanto ci accade in funzione di noi stessi.
Abbiamo ingigantito il nostro io in maniera abnorme al punto che sull’altare di noi stessi sacrifichiamo tutto, dall’amore ai figli, alla moglie.
Inseguiamo disperatamente la nostra felicità dimenticandoci che la gioia scaturisce nel donarsi.
Pensiamo che gli altri debbano servirci e ci meravigliamo quando nei nostri confronti rivendicano la loro autonomia, la loro gioia.
Ci lamentiamo perché la società e l’Italia sono allo sbando, eppure per chi non “cerca il Signore” dove credete che possa andare?
Per sapere dove andiamo occorre sapere chi siamo e cosa cerchiamo, per giungere alla felicità dobbiamo renderci conto che non possiamo riporre la speranza in noi stessi perché così facendo finiamo inevitabilmente con lo scontrarci, perché anche gli altri ripongono la speranza in se stessi.
Ecco quindi il salmo che c’invita a porre la nostra speranza in Dio perché nei suoi “decreti” è la nostra “delizia”.
Una società che non ha orizzonti alti è destinata al fallimento perché ripiegata su se stessa.
Questa società per avere un futuro deve porre al centro della sua azione politica e sociale l’uomo e non il capitale come spesso avviene perché se il denaro conta più dell’essere umano non meravigliamoci di Trump.
Se la società per avere un futuro mette al primo posto il potere non meravigliamoci di Putin.
Se la società mette al primo posto la sopraffazione e la violenza non meravigliamoci di Maduro, o di Xi Jinping e di tutti gli altri che fanno del terrore la chiave di lettura del proprio successo come il presidente Kim Jong-un.