I giovani, il futuro per un cambiamento.

In questi ultimi tempi abbiamo assistito ad un progressivo peggioramento delle condizioni lavorative dei giovani, non ho bisogno di citare statistiche o dati, che si piegano sempre dalla parte di chi è il più forte o il più furbo.
Credo che nell’esperienza quotidiana del vivere tutti i giorni ormai ci scontriamo continuamente tra la realtà che conosciamo direttamente e ciò che la politica e il “potere economico” ci vuol far credere.
Domina la precarietà in assoluto ed assistiamo impotenti alla distruzione di tanti sogni e speranze che i giovani possiedono e che vorrebbero realizzare con il proprio lavoro.
Costruire il futuro diventa quasi impossibile.
Si mette la domanda ad una agenzia interinale anche semplicemente per fare il commesso, dopodiché si viene assunti a sei mesi e licenziati non appena i sei mesi scadono perché ci sono altri giovani pronti a prendere quel posto.
Con lo stipendio dei sei mesi lavorati vengono spesso liquidati i contributi pensionistici, e la liquidazione.
Nessuno può chiedere un prestito ad una qualsiasi banca perché non viene concesso ad un “precario”.
Ci hanno convinto che la mobilità fosse una risorsa, non è vero è semplicemente un modo “furbo” per avere a disposizione giovani “schiavi” che non brontolano e non si organizzano perché è già un grande vantaggio poter lavorare.
Anche la scuola è stata forgiata seguendo questo indirizzo ci hanno detto che la cultura, il sapere non conta niente, diventa importante soltanto se applicato al mondo del lavoro.
Le industrie pretendono lavoratori qualificati e la scuola rinunciando al suo compito educativo culturale, organizza percorsi di studio calibrati su queste richieste.
Non va bene!
Se il mondo esige lavoratori formati, organizzi lui corsi di formazione professionale utilizzando uomini e donne culturalmente preparati e capaci non soltanto di formarsi ma di tutelare e rivendicare i propri diritti laddove venissero calpestati, cittadini consapevoli e liberi di scegliere forniti di strumenti che li rendano capaci di affrontare con onestà e consapevolezza la vita, uomini e donne che sappiano pensare da soli.
Questo è il compito della scuola
Di fronte a questa indecenza, indegna di un paese che reputiamo “civile” non si può che pensare misure alternative.

Vediamo di mettere a nuovo alcuni concetti:
Innanzi tutto ripristino dell’articolo 18 con alcune modifiche.
Tutela assoluta della maternità, nessuna donna in stato interessante può essere discriminata sia al momento dell’assunzione che durante il periodo lavorativo. La maternità è un diritto sul quale si costruisce il futuro della nostra società.
Le donne hanno lo stesso stipendio dell’uomo, a parità di qualifica professionale.
i giovani devono essere assunti a tempo indeterminato in quanto rappresentano la migliore risorsa di cui una società dispone. La sua forza lavoro è il patrimonio che permette la valutazione della ricchezza della società.
Non si può licenziare neppure per ristrutturare l’azienda, ogni imprenditore deve essere impegnato a risolvere i problemi aziendali senza licenziare nessuno. Troppo facile risollevare le sorti dell’azienda licenziando. L’incapacità o l’avidità di un imprenditore non può essere fatta pagare ai lavoratori dell’azienda.

Questo per quanto riguarda l’articolo 18 e la tutela dei lavoratori.