Qui, Quo, Qua, Clarabella, nonna Papera e la Giustizia.

Premetto che non sono un giurista e neppure un esperto di diritto, le mie conoscenze sono limitate a ciò che ho studiato a scuola, alla mia esperienza d’insegnante e di amministratore locale a Scandicci e un po’ dalla osservazione e dalla riflessione.
Credo fermamente che tre categorie importanti come i bambini, le donne e gli anziani non si possano trattare come Qui,Quo,Qua, Clarabella e nonna Papera del famoso fumetto Disney, si debbano prendere sul serio attuando tutte quelle tutele necessarie affinché la loro crescita, la loro vita e la loro vecchia siano momenti importanti in cui l’individuo si senta protetto, accolto, tutelato.
Viviamo in una società spersonalizzante che avendo come fine unicamente il denaro e il successo, coniuga l’egoismo sfrenato, con la voglia di fare tutto ciò che le piace in barba ai diritti, alla tutela e soprattutto alla giustizia.
I bambini, le donne e i vecchi sono quindi d’inciampo, danno noia.
Propongo quindi delle iniziative semplici che dovrebbero essere, a mio modesto parere, misura per ogni legge che riguardi, nel codice civile e nel codice penale, i reati commessi nei confronti dei bambini, delle donne e degli anziani.
Questi miei pensieri dovrebbero rappresentare delle linee guida che orientano la rotta delle norme giuridiche da modificare e cambiare per adeguarle a questi nuovi indirizzi.

1.Per chi commette reati nei confronti di bambini e anziani venga sempre e solo comminato il massimo della pena previsto dal codice.
2.In caso di violenza psicologica e fisica nei confronti dei bambini, in età prescolare ed elementare, commessa da insegnanti o educatori oltre alla perdita del lavoro da parte di colui/e che la commette la condanna dovrebbe essere a 20 anni di carcere, nel caso in cui tale atteggiamento provochi la morte del bambino la condanna dovrebbe essere a vita (si muore e si viene seppelliti in carcere).
3.In caso di pedofilia, sfruttamento della prostituzione, utilizzo di mezzi informatici nei confronti dei minori l’unica pena accettabile dovrebbe essere l’ergastolo (inteso a vita, si muore e si viene seppelliti in carcere).
4.Nel caso in cui ci sia violenza contro le donne, sia fisica che sessuale la condanna dovrebbe essere all’ergastolo (50 anni) nel caso di morte della donna la condanna dovrebbe essere a vita (nel senso che si muore e si viene seppelliti in carcere).
5.Truffa ai danni degli anziani, scippo, violenza nelle strutture di accoglienza sia fisica che mentale, abbandono di anziano incapace; la condanna dovrebbe essere a 30 anni di reclusione e in caso di morte dell’anziano la condanna a vita ( nel senso che si muore e si viene seppelliti in carcere).
6.Pressioni e ricatti di carattere sessuale nei confronti di donne sul posto di lavoro la condanna nei confronti del reo, dovrebbe essere a 15 anni di reclusione, nel caso in cui tale atteggiamento provochi la morte della vittima, la condanna dovrebbe essere a vita (si muore e si viene seppelliti in carcere).
7.Nei reati di ordine sessuale, nei confronti di bambini, donne in cui vi sia l’esposizione d’immagini esplicite sui social network la condanna per colui che posta tali immagini dovrebbe essere a 20 anni di prigione qualora provochi il decesso della vittima anche per casi di suicidio la condanna dovrebbe essere a vita.
8.Per tutti i socia network che pubblicano immagini a sfondo sessuale di vittime di ricatti o persecuzioni oppure che siano oggetto di persecuzioni da parte di altri individui, oltre al ritiro immediato di tali immagini entro e non oltre 15 minuti primi; dopo la notifica da parte della magistratura per mezzo degli organi di polizia giudiziari; notifica che sarà ritenuta valida non appena consegnata ad un impiegato della succursale dello stesso social network in Italia; qualora non venisse ottemperata si comminerà una multa pari al 50% del capitale societario senza possibilità di transazione oltre al blocco dello stesso per un tempo pari ad un mese per ogni minuto eccedente i 15 minuti primi concessi per la rimozione delle immagini.
9.Chi commette reati nei confronti di bambini, donne e anziani non può usufruire di nessuna misura di detenzione alternativa al carcere, o libertà vigilata o permessi, deve scontare per intero la pena in carcere.
10.Reiterazione del reato: nel caso in cui colui che ha commesso reati nei confronti di bambini, donne e anziani, abbia scontato per intero la condanna e una volta uscito commetta di nuovo un reato, l’unica condanna dovrebbe essere a vita (si muore e si viene seppelliti in carcere).
11.Ogni giudice dovrebbe essere tenuto ad applicare queste norme, senza interpretazioni personali.

Comprendo che a prima vista questi miei suggerimenti possano sembrare drastici, duri, senza misericordia.
Non possiamo accettare una società senza regole, l’averle annacquate, l’aver concesso sempre tutto ha reso la colpa ormai lieve abituando la coscienza dell’individuo a prendere alla leggera questi reati.
Non sono accettabili questi comportamenti nei confronti di bambini indifesi a cui viene tolta la capacità di costruirsi un futuro, la libertà di sognare, il diritto al gioco, alla gioia e alla felicità.
E’ inaccettabile per chi ha vissuto una vita di lavoro, spesso di privazione a chi si trova nella malattia lasciato solo e incapace di difendersi diventi preda di uomini e donne senza scrupoli che approfittando di questo lo fanno oggetto di raggiri e di violenza gratuita senza pietà.
Diventa veramente indecente utilizzare una donna quasi fosse un oggetto posseduto da altri, come se lei appartenesse di diritto a uomini, che si permettono di usarla, abusarne e trattarla come una pezza da piedi.
La mia coscienza si ribella a queste idee di permissivismo che la nostra società troppo spesso commette, in funzione del profitto o del quieto vivere sociale o peggio dell’interesse politico volto a dimostrare ciò che più conta vale a dire il potere derivante dai voti ricevuti; tutto ciò m’indigna fortemente e vorrei poter fare qualcosa per porre un freno a questa deriva che conduce l’uomo altrove, verso sponde in cui la solidarietà l’attenzione all’altro sono ormai ricordi vaghi.

Ristabilire le regole è sempre più duro e difficile che perderle, per cui credo dovrebbe essere necessario affrontare queste emergenze con mezzi capaci di dissuadere e rendere giustizia a chi è oggetto di violenza.

Più avanti suggerirò anche qualcosa sugli istituti di pena.

Claudio